Caltanissetta

La città già in epoca preistorica era abitata, e di questo si è certi dal ritrovamento di alcuni reperti risalenti all'età del bronzo, ma il centro di nome Nissa, come si legge per la prima volta in un'epigrafe pregreca, si svilupperà durante la colonizzazione dell'isola da parte dei greci. Furono gli Arabi che conquistata le cambiarono il nome, da "nissa" che in arabo significa donna in Qalat-an-Nissa, castello delle donne, modificarono anche le strutture economiche e giuridiche e frantumarono i latifondi in nuclei più piccoli. 

Successivamente, intorno all'XI secolo, quando la città divenne possedimento di Ruggero I di Sicilia, essa assunse il nome di Calatanesat, ulteriormente variato in Caltanixettumvenne trasfomata in feudo per vari membri della sua famiglia; conquistato il Castello di Pietrarossa, i Normanni pongono fine al dominio arabo, restituendo l'isola alla giurisdizione della chiesa romana ed instaurando il sistema feudale nelle campagne.

La regione diviene, in tal modo, una terra di netto predominio aristocratico. Nella seconda metà del 1100 la città passa agli Svevi; in particolare si deve a Federico II l'istituzione di S. Maria degli Angeli come chiesa parrocchiale. 

Caltanissetta condivise le sorti della Sicilia, particolarmente nel periodo spagnolo durante il quale soffrì spesso la carestia. In seguito la città cadde sotto la dominazione degli Aragonesi e la conseguente lotta di successione al trono. Dal XV sec. la città si ingrandirà e si abbellirà e dopo il lungo dominio spagnolo e borbonico, nel 1860, entrerà a far parte del Regno d'Italia. 

Vi consigliamo di visitare la città nel periodo pasquale per poter partecipare alla suggestiva processione di Gesù Nazareno, la domenica delle palme, la Scinnenza, martedì santo, la Real Maestranza e la processione la sera delle Varicedde, mercoledì, la processione dei Misteri, giovedì.
Non mancano i luoghi da visitare
Caltanissetta è la città più importante in Italia e tra le prime in Europa per l'industria dell'estrazione dello zolfo, ed alcune delle sue zolfatare dismesse sono divenute dei musei, tra i quali ricordiamo il Parco di Gessolungo. [Mariantonietta Artale]

 

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